Fattoria Barbi

La cantina dei Barbi con le sue 300 botti in legno e le migliaia di bottiglie di Brunello in affinamento, è aperta al pubblico da oltre 50 anni. In questo periodo oltre un milione e mezzo di amanti del vino hanno visitato le sue sale, ammirando tra l’altro la collezione di bottiglie che va dal 1870 ai giorni nostri, testimonianza di una continuità che la rende unica in Italia.

I Brunelli della Fattoria dei Barbi hanno ricevuto premi in tutta Europa dalla fine dell’800, e ancora oggi ne vincono in tutto il mondo.

La Fattoria dei Barbi è sempre stata una custode della tradizione, ma anche attenta all’innovazione e pioniera in ogni campo dell’enologia: è stata la prima ditta montalcinese ad esportare vini in bottiglia in Francia (1817), la prima a vendere per corrispondenza il Brunello (1832), la prima ad esportarlo in America (1962), in Inghilterra (1969) ed in Giappone (1975), ha vinificato il primo “Super Tuscan” (Brusco dei Barbi, 1969) e creato la prima grappa monovitigno (Grappa di Brunello, 1974). Negli anni 60 l’azienda è stata tra i pionieri della concimazione organica, negli anni 90 ha creato il primo “naso artificiale” per l’analisi del vino e nel 2000 è stata tra i primi ad usare la CO2 per fermentare a freddo i vini rossi.

Attualmente la produzione è di circa 800.000 bottiglie, di cui più di 200.000 di Brunello. I 66 ettari di vigna hanno una densità media di circa 5.000 piante, e producono in media meno di 1.5 kg di uva per vite; da ogni pianta, quindi, si ricava solo poco più di una bottiglia di vino. Da sempre la filosofia della famiglia Colombini e della Fattoria dei Barbi è conoscere e studiare la tecnologia più innovativa e sposarla alla migliore tradizione, per migliorare tutto ciò che viene prodotto senza alterarne mai la tipicità.

 

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